Dic 012012
 

Il 29 Novembre 2012 ha avuto luogo la festa per  i primi trent’anni di vita del “Pisanova”.
Pubblichiamo la relazione con cui è stato presentato il libretto distribuito a tutti i presenti.

Quì si può scaricare l’‘intero opuscolo in formato PDF.

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link diretto al video

RELAZIONE

Qualche parola per presentare il libretto che vi abbiamo distribuito, riassumendone i passaggi che a noi appaiono più significativi. Con l’opuscolo ci siamo voluti togliere la piccola soddisfazione di fissare sulla carta una vicenda lunga trent’anni (come dice il nostro Graziano Orsi, si sappia che il “Pisanova” non è nato, come un fungo, dalla sera alla mattina). Vicenda che è stata, da una parte piena zeppa di difficoltà, ma dall’altra ci ha ripagati con alcuni successi tra cui, quello più importante, esserci messo sulla testa un tetto vero e proprio dopo aver svolta l’attività per tanti anni in strutture precarie. Oggi abbiamo una sede che è giudicata positivamente da molti, tanto è vero che vi sono stati ospitati eventi di rilievo, basti ricordare personaggi come Romano Prodi, Matteo Renzi, Susanna Camusso e per ultimo, pochi giorni fa, Massimo D’Alema. Manca Bersani, ma ora gli si scrive che ci venga a trovare.

Il libretto è anche l’occasione per ringraziare quei circoli ARCI che nel 1984, quando fummo sfrattati da via Bargagna, ci aiutarono donandoci oltre sedici milioni di lire. Non si può fare a meno di nominarli uno a uno: Balalaika, Putignano, Alberone, Cavallino Rosso, Acit, Riglione, Il Gatto verde, I Passi, Gagno, La Vettola, CEP, Pisanello, Colignola, S.Ermete e La Valle. Un aiuto considerevole venne anche dalla Federazione provinciale del Partito Comunista Italiano e dalla Sezione Vasco Viviani dello stesso partito. Insomma, ci furono da più parti atti di solidarietà che ci aiutarono molto, al di là dell’aspetto economico, a superare il trauma della denuncia che seguì allo sfratto e che colpì alcuni di noi e della conseguente vicenda giudiziaria che si concluse con la condanna di Agostino Scacciati, l’allora presidente del Pisanova.

Ma anche noi non si aspettò la manna dal cielo e facemmo la nostra parte andando a bussare a tutte le porte del quartiere e raccogliendo contributi di mille, cinque o diecimila  lire per un  importo complessivo ragguardevole che raggiunse gli otto milioni. Nel contempo, continuammo a svolgere tutta l’attività (anche la gestione del bar) con il lavoro volontario. Così riuscimmo a levare le gambe dai debiti che ci aveva procurato lo spostamento da via Bargagna.

L’episodio della denuncia non offusca la limpidezza del comportamento del Circolo teso sempre al rispetto della legalità. Colpevole fu la debolezza dell’Amministrazione Comunale di allora che revocò la concessione dopo quasi due anni!

Allo stesso tempo, va riconosciuto che, in quel frangente, limpido fu anche l’operato di alcuni amministratori. Per esempio, l’onorevole Anselmo Pucci, già mezzadro e dirigente contadino, che ci prospettò nella sua qualità di assessore ai beni patrimoniali una sede alternativa a quella di via Bargagna. Fu così che approdammo in via Frascani con l’acquisto di una particella di 2600 metri quadrati pagandola oltre 10 milioni. Anselmo Pucci, un modello da mettere a confronto con le pratiche di esponenti di certi partiti che hanno consegnato la politica alla fogna attuale. Nella vicenda del Circolo, invece, ci sono tutti gli elementi per affermare che la politica può essere una cosa pulita e trasparente. Si può iniziare con Rolando Parentini, uno dei nostri soci fondatori, che avvia il proprio ricevutario di collettore della sottoscrizione versando lui per primo una somma, o ai molti che nel tempo hanno regalato quantità importanti di lavoro o dedicato il loro tempo libero al Circolo. Il comportamento di Anselmo Pucci, di un dirigente politico, era  modello per tanti militanti e nel contempo il comportamento di militanti come il Parentini esigeva la massima coerenza del dirigente. Quando la politica è questo, un agire dove non ci sono secondi fini, si riesce a costruire una casa del popolo, un bene di tutti.

Oggi, gli spazi dove i cittadini possono esprimersi così, sono in pericolo. Eppure sono spazi sanciti dalla Costituzione, dove all’articolo 18 si afferma che i cittadini possono associarsi liberamente. Quando il governo Monti dichiara di voler colpire fiscalmente i soggetti no profit, va in questa direzione. Se si procedesse così, esperienze come la nostra, nel giro di poco tempo, non sarebbero più possibili.

Facendo un passo indietro, ricostruiamo com’è stato possibile far nascere una casa del popolo nella parte nuova della città. L’inizio si è avuto con la presenza di una cellula del Partito Comunista in via Norvegia. Siamo partiti da lì, perché era evidente che loro non si sarebbero lasciati sfuggire l’opportunità della politica come risorsa, deprivati com’erano di tutto. E infatti così è avvenuto. Nel creare la cellula del PCI di via Norvegia, fummo facilitati in quanto molti che vi si erano insediati erano stati iscritti al PCI nei luoghi di provenienza. E questa stessa cultura politica di militanti del partito storico della sinistra, gli fece vedere subito l’obiettivo della casa del popolo.

Quindi, proprio nella via più chiacchierata del quartiere, lì più che altrove si manifestarono disponibilità ed impegno per costruire il nuovo soggetto. Siamo all’inizio degli anni 80 e quasi tutte le case del popolo sono sorte, invece, nell’immediato dopoguerra. Avvertimmo la specialità della nostra vicenda essendone perciò, già a quel momento, orgogliosi.

Inoltrammo regolare domanda al Comune per avere assegnata una superficie abbandonata (dov’è ora la sede della Pubblica Assistenza). La domanda fu accolta contro il pagamento di un diritto per l’occupazione di suolo pubblico. A quel punto, con l’apporto volontario di molti, si dette l’avvio ai lavori: ripulitura del terreno, costruzione della pista da ballo e delle strutture precarie per la cucina e il magazzino, mentre il bar venne collocato in un container coibentato.  Ricordo la sera dell’inaugurazione: molte delle donne del Circolo avevano preparato la zuppa, cominciò a piovere e ci riparammo nel palco dell’orchestra e sotto le provvidenziali tettoie del Conti Renato. Una vera festa di popolo!

Scegliemmo da subito la parola d’ordine che ci seguirà fino in fondo: “costruiamo insieme la pace”. Era e rimane la nostra bandiera, oggi più che mai attuale.

Con i poveri mezzi disponibili, dispiegammo tutte le attività che ancora oggi rappresentano l’offerta ricreativa del Pisanova: il ballo liscio, la tombola e le cene.

Fu nel 1984 che si verificò lo sconquasso per il mancato rinnovo del permesso di occupazione del terreno da parte dell’Amministrazione Comunale. Di qui l’intimazione a demolire la struttura, la resistenza della gente che si era fatta carico di un servizio sociale in una parte della città priva di qualsiasi struttura associativa, l’intervento della forza pubblica e la denuncia, di cui si è già fatto cenno.

Dopo lo sfratto, insediati da poco in via Frascani, si volle dare attuazione ad un altro obiettivo fissato proprio in apertura dell’atto costitutivo quando dice: “si sono riuniti oggi 20 novembre 1981 per costituire un circolo culturale, ricreativo e sportivo, i seguenti cittadini…” ecc. ecc.  L’attività sportiva ci avrebbe consentito di attrarre altre fasce di abitanti, in particolare i giovani fino ad allora scarsamente rappresentati nella base sociale nostra. Così ci proponemmo per gestire il terreno adiacente facendo presentare la richiesta allo SPI-CGIL. Il sindacato ottenne la concessione e il Circolo mise in moto uomini e mezzi creando una superficie attrezzata con porte e recinzione  per impedire che il pallone si perdesse. E ancora questo con il lavoro volontario e con alcuni fondi raccolti tra i soci. Chiarisce bene lo spirito che muove il Circolo in quel periodo la delibera del Consiglio Direttivo che trovate a pagina 19. Poi, il terreno che i vecchi del Circolo avevano ripulito, per l’insipienza dell’Assessore allo Sport del tempo, ritornò nella disponibilità dell’Amministrazione Comunale e venne concesso alla cooperativa Paideia che lo ha impiegato, in parte, per una scuola dell’infanzia, mentre il resto è ripiombato nell’abbandono perché la cooperativa non ha la forza né la volontà di arredarlo a verde attrezzato come da progetto. Ad un certo punto ritorniamo interlocutori per l’utilizzo della parte abbandonata, ma la convocazione non ci viene dal Comune bensì dallo studio di un commercialista. Mentre si svolgeva questa procedura anomala, destinata a non produrre effetti,  l’area è servita come discarica abusiva e ricettaccolo di topi.

Per parte nostra abbiamo maturato una convinzione: la casa del popolo, che negli anni cinquanta abbracciava operai e contadini, oggi dovrebbe riuscire ad ospitare studenti, donne, ecc., ma per limiti strutturali non riesce a rispondere a queste diverse domande. Abbiamo toccato con mano questi limiti ascoltando il Sindaco auspicare la nascita di centri di base per la prevenzione di determinate affezioni provocate da stili di vita non corretti. Così abbiamo coinvolto due associazioni aderenti all’UISP e precisamente la Polisportiva “Pisanova”, nata da una costola del Circolo tanti anni fa, e la Polisportiva “Alhambra”. Il progetto di massima, che è scaturito dall’incontro con le due associazioni , è quello di costruire, nella rimanente superficie della nostra particella, una struttura da adibire a palestra. L’offerta di quello che abbiamo denominato “Centro per il benessere della persona”, andrebbe ad intercettare una domanda potenzialmente rilevante. Realizzare il Centro, per cui abbiamo già disponibile la volumetria necessaria concessaci con una delibera del Consiglio Comunale, presuppone l’utilizzo del terreno abbandonato nella particella accanto alla nostra.

La proposta è stata inviata al Comune nel febbraio del 2011 e ad oggi giace inevasa. Anzi, negli ultimi tempi, si vocifera che sulla particella in questione possa essere costruito un lotto di case popolari previsto inizialmente in via Norvegia. Noi chiediamo, invece, che il terreno venga lasciato a disposizione per servizi dell’asilo e del Circolo.

Ritornando alla vicenda del “Pisanova”, sul finire degli anni novanta, avviato il procedimento per approvare lo strumento urbanistico dell’area compresa fra via Italo Bargagna e via Paradisa, cominciammo a pensare più nel dettaglio ad una sede definitiva. La precarietà in cui avevamo sempre agito ci faceva ambire  ad un ambiente più adatto dove lavorare. Ce lo meritavamo dopo il box e le tettoie attrezzate da “Renato”.

Per raggiungere l’obiettivo, già nel 1989 riusciamo a completare una procedura inusuale per i circoli ARCI ottenendo dalla Regione il riconoscimento della personalità giuridica, finalizzata proprio a rendere possibile la richiesta di un eventuale mutuo alle banche: essere associazione riconosciuta costituiva allora requisito indispensabile per ottenere un prestito.

Ma solo all’inizio del duemila, messo da parte un bel gruzzolo (400 milioni di lire), ci avventurammo a progettare una casa del popolo “immensa” (almeno così appariva a noi), che poi, per essere realizzata, ha richiesto un investimento di oltre due miliardi di vecchie lire. Confidavamo di fronteggiare la spesa con le disponibilità a quel momento (i 400 milioni), con i contributi che si sperava ci sarebbero stati assegnati dall’Amministrazione Comunale in base alla legge regionale n. 41 e il rimanente importo con un mutuo. Mantenendo i livelli delle entrate derivanti dalle diverse attività a quel momento, il Circolo sarebbe stato in grado di pagare regolarmente le rate semestrali del mutuo quindicennale che la Cassa di Risparmio di Pisa si dichiarò disposta a concederci. Nel conteggio delle entrate erano compresi i proventi che derivavano dalla cessione in affitto dell’attività del bar, con ciò innovando alla pratica corrente nei circoli ARCI dei contratti di associazione in partecipazione.

Il progetto fu elaborato da Manrico Logli e Francesco Stoppaccioli e la struttura venne realizzata dalla cooperativa “La Rinascita” di Cascina.

Così, il 24 Luglio 2004, abbiamo inaugurato la nuova sede.

Le nostre attività tradizionali, soprattutto il ballo liscio, funzionano e ci hanno consentito finora di restituire puntualmente le rate del mutuo, che assommano a circa 30.000 euro ogni 6 mesi. Per il mutuo di 700.000 euro, entrato in ammortamento nel 2005, alla data odierna sono stati restituiti complessivamente 502.960 euro, tra quote capitale e interessi. In pratica, abbiamo già scollettato perché il mutuo si estinguerà con la rata del gennaio 2019.

Coerentemente con l’impostazione iniziale, il 29 Dicembre 2009 si è voluto sottolineare la nostra scelta di fondo per la non violenza e per la pace, dedicando il circolo a Tom Benetollo, indimenticabile presidente dell’ARCI nazionale e prestigiosa figura di pacifista. Era presente Eva Fratucello, compagna di Benetollo, il figlio e rappresentanti della Repubblica Araba Saharawi Democratica, per la cui libertà tanto impegno aveva profuso Tom.

A questo punto, dopo tanta strada percorsa, vorremmo lasciare il “Pisanova” in mani giovani e affidabili, consapevoli che il Circolo è un bene di tutti, il cui uso non deve essere piegato a fini personali. Tentativi in questo senso ci possono essere. A quel punto il bene di tutti andrebbe disperso. Per scongiurare un simile esito distruttivo, bisogna che ci sia partecipazione, che molti entrino a far parte della cerchia dei volontari. Un bel contributo in questo senso verrebbe proprio dalla realizzazione del “Centro per il benessere della persona”. Vogliamo rassicurare fin da ora chi intendesse dare una mano, che nel “Pisanova” non si viene a far numero, qui non viene praticata la delega a uno o a pochi. Alle riunioni del Consiglio Direttivo che facciamo, con periodicità mensile, sono presenti, oltre i quindici consiglieri, anche gli altri volontari e tutti sono al corrente, nel dettaglio, su tutto quanto succede nel Circolo.

Un ricordo per quelli che non ci sono più. Nell’opuscolo, abbiamo dedicato un breve profilo ad Agostino Scacciati, Rolando Parentini, Angiolino Orsucci, Isa Gemmi, Ermanno Conti, Nello Giuntini, Enrico Achilli e Luigi Gianetri. Ma sono parecchi (alcuni dei quali citati qua e là nel libretto), quelli che hanno incrociato il “Pisanova” contribuendo al suo consolidamento.

Agli altri, che stasera sono con noi, un grazie grande.

Lug 022011
 

 

La struttura spostata da via Bargagna aveva una superficie utile (meno di 100 metri quadrati) appena sufficiente per il bar. Il forzato trasloco anziché scoraggiare ci aveva fatto aumentare l’appetito,  così decidemmo di collegare alla stessa un “salone” costruito con pannelli coibentati  di oltre 200 mq. da destinare al ballo liscio, di utilizzare ancora il box per muratori promuovendolo ad “ufficio”, e di aggiungere ancora (con il metodo del Torquato Conti, beninteso modernizzato) uno spazio attrezzato a cucina. In quest’ultima, è sempre massiccia la presenza femminile: Milena, Franca, Mildred, Paola, Pasqualina, …

Franca, Giovanni e Milena.

 

Milena.

Giu 282011
 

ANNO 1981

Fiorito Romano

Bernardini Graziano

Parentini Rolando

Marinari Natale

Scacciati Agostino

Virgili Liliana

 

ANNO 1981

a seguito delle dimissioni di Fiorito Romano il Consiglio risulta così formato:

Scacciati Agostino

Bernardini Graziano

Parentini Rolando

Marinari Natale

Virgili Liliana

Collegio Sindacale: Gori Mildred, Del Ry Milena e Grossi Eugenia

 

ANNO 1983

Scacciati Agostino

Arrighini Roberto

Bernardini Graziano

Bernardini Rosa

Ciaramelli Florio

Del Ry Milena

Gianetri Luigi

Gori Mildred

Lo Sasso Giovanni

Parentini Rolando

Puccioni Mauro

Simonetti Guido

Tamigio Franca

Collegio Sindacale :   Conti Torquato, Ghiara Idilio e Cellerini Letizia

 

ANNO 1985

Scacciati Agostino

Achilli Enrico

Arrighini Roberto

Bernardini Graziano

Ciaramelli Florio

De Neri Alessandro

Mona Ferdinando

Orsucci Angiolino

Parentini Rolando

Puccioni Mauro

Collegio Sindacale : Gemmi Isa, Gori Mildred e Del Ry Milena

 

ANNO 1987

Scacciati Agostino

Arrighini Roberto

Bernardini Graziano

Ciaramelli Florio

De Neri Alessandro

Dini Elisabetta

Gemmi Isa

Lo Sasso Giovanni

Malecoli Sirio

Mastantuoni Costantino

Orsucci Angiolo

Sias Antonio

Toscano Giuseppe

Collegio Sindacale : Parentini Rolando, Gori Mildred e Del Ry Milena

 

ANNO 1989

Scacciati Agostino

Achilli Enrico

Batisti Nello

Bernardini Graziano

Bufalini Marcello

Carletti Lionello

Gianetri Luigi

Mancini Emilio

Mastantuoni Costantino

Orsucci Angiolo

Rossi Marco

Collegio Sindacale : Arrighini Roberto, De Neri Alessandro e Marrani Mario

 

ANNO 1991

Bernardini Graziano

Ansani Alessandro

Arrighini Roberto

Bufalini Marcello

Carletti Lionello

Frosini Mirta

Gemmi Isa

Giuntini Nello

Gori Mildred

Lo Sasso Giovanni

Rossi Marco

Simonetti Guido

Tamigio Franca

Collegio Sindacale :  Barbuti Renato, Parentini Rolando e Tommasi Vivetta

 

ANNO 1993

Bernardini Graziano

Arrighini Roberto

Bufalini Marcello

Carletti Lionello

Cola Giovanni

Gemmi Isa

Giuntini Nello

La Corte Matteo

Lotti Romanello

Meoli Graziano

Palla Gabriele

Pellegrini Romano

Sbrana Piero

Collegio Sindacale : Acerbi Ombretta, Frosini Mirta e Tommasi Vivetta

 

ANNO 1995

Bernardini Graziano

Achilli Enrico

Arrighini Roberto

Bufalini Marcello

Gemmi Isa

Giuntini Nello

Lo Sasso Giovanni

Meoli Graziano

Palla Gabriele

Sbrana Piero

Simonetti Guido

Collegio Sindacale : Acerbi Ombretta, Frosini Mirta e Tommasi Vivetta

 

ANNO 1997

Bernardini Graziano

Arrighini Roberto

Bufalini Marcello

Branchitta Luigi

Gemmi Isa

Gianetri Luigi

Giuntini Nello

Lo Sasso Giovanni

Manfredini Paola

Orsi Graziano

Palla Gabriele

Sbrana Piero

Volpi Dante

Collegio Sindacale: Acerbi Ombretta, Frosini Mirta e Tommasi Vivetta

 

ANNO 1999

Bernardini Graziano

Branchitta Luigi

Arrighini Roberto

Bufalini Marcello

Gallo Sandro

Gemmi Isa

Giuntini Nello

Lo Sasso Giovanni

Maltagliati Aleandro

Orsi Graziano

Sbrana Piero

Volpi Dante

Collegio Sindacale : Tommasi Vivetta, Bizzarri Alba e Moschetti Viola

 

ANNO 2001

Bernardini Graziano

Conti Ermanno

Branchitta Luigi

Lotti Romanello

Bizzarri Alba

Frosini Mirta

Gemmi Isa

Gori Mildred

Marino Itala

Orsi Graziano

Sbrana Piero

Tommasi Vivetta

Vanni Luciana

Volpi Dante

Collegio Sindacale: dietro a quanto stabilito nel nuovo Statuto, si fa riferimento al Collegio Sindacale e al Collegio dei Probiviri del Comitato di Zona dell’ARCI

 

ANNO 2004

Bernardini Graziano

Conti Ermanno

Branchitta Luigi

Orsi Graziano

Bizzarri Alba

Dini Patrizia

Frosini Mirta

Gemmi Isa

Gori Mildred

Lotti Romanello

Micheletti Giuseppe

Santerini Liana

Sbrana Piero

Tommasi Vivetta

Volpi Dante

 

ANNO 2007

Bernardini Graziano

Conti Ermanno

Branchitta Luigi

Orsi Graziano

Antonelli Mirella

Bizzarri Alba

Dini Patrizia

Frosini Mirta

Gemmi Isa

Gori Mildred

Ottolini Pasqualina

Santerini Liana

Tanzi Giuseppe

Tommasi Vivetta

Volpi Dante

 

ANNO 2010

Bernardini Graziano

Orsi Graziano

Antonelli Mirella

Bizzarri Alba

Franzese Anna

Gori Mildred

Manfredini Paola

Ottolini Pasqualina

Santerini Liana

Sbrana Piero

Tanzi Giuseppe

Tonelli Gabbriella

Volpi Dante

 

 

ANNO 2011

con deliberazione consiliare del 29 luglio 2011 vengono cooptati ed entrano a far parte del consiglio direttivo:

Giannessi Sergio

Pinelli Giuliana

 

ANNO 2012

con deliberazione consiliare del 28 Marzo 2012   viene cooptato ed entra a far parte del Consiglio Direttivo Branchitta Luigi, che va a sostituire Sbrana Piero dimessosi

 

ANNO 2013

Branchitta Luigi

Orsi Graziano

Antonelli Mirella

Bernardini Graziano

Franzese Anna

Frosini Mirta

Giannessi Sergio

Gori Mildred

Manfredini Paola

Ottolini Pasqualina

Pinelli Giuliana

Vernizzi Monica

Santerini Liana

Tanzi Giuseppe

Volpi Dante

 

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Giu 282011
 

RELAZIONE LETTA ALL’INAUGURAZIONE IL 24 LUGLIO 2004

Nell’invito che è stato distribuito, s’è ricostruita, a grandi linee, la vicenda del nostro Circolo: l’avvio dell’attività ricreativa nell’estate del 1983 in Via Bargagna con mezzi di fortuna (basti dire che per il bar si utilizzò un box in lamiera, di quelli impiegati per i cantieri dell’edilizia); lo spostamento qui, in Via Frascani; e infine la decisione, a vent’anni dalla nascita, di darci una sede stabile con un investimento per noi gigantesco, circa due miliardi.
In questa occasione, non possiamo nascondere l’orgoglio di avere ripercorso, in un contesto del tutto nuovo, l’esperienza avventurosa delle prime case del popolo, che appariva per molti versi irripetibile.
E come avveniva allora, negli anni cinquanta, siamo andati a bussare a tutte le porte per chiedere il contributo per edificare il Circolo; c’è stata la partecipazione di molti soci ai lavori e in una fase iniziale, molto lunga, un totale apporto volontario per la gestione del bar, del ballo e delle altre iniziative.
Di dove è venuta la forza? Innanzi tutto dal fatto che questa zona della città, cresciuta in modo tumultuoso, era priva, a quel tempo, non solo di riferimenti associativi, ma di qualsiasi struttura di servizio.
Questa è stata la base necessaria, ma secondo noi ci siamo anche saputi battere. Invece, quando nel 1984 fu emessa l’ordinanza di smantellamento della struttura di Via Bargagna, ci fu addebitato come errore politico una resistenza che portò il nostro primo Presidente, Scacciati, a subire una condanna.
In proposito, oggi, essendo passata tanta acqua sotto i ponti, non neghiamo certo dignità e ruolo alla prudenza di altri livelli politici ed istituzionali, da cui provenivano gli inviti pressanti alla moderazione. (Ma anche atti concreti di solidarietà e lo testimonia il nostro giornal mastro del tempo che riporta, ad esempio, negli stessi giorni del trasferimento forzoso da Via Bargagna, un cospicuo contributo di un partito e oltre quindici milioni (più di 50 oggi) elargiti da numerosi circoli ARCI della zona).
Siamo convinti che sono stati proprio quei passaggi, lo schierarci a difesa di una giusta richiesta della popolazione, a farci mettere solide radici, a far crescere il senso di appartenenza nel corpo sociale.
Questa sottolineatura che sentivamo di fare sui primi anni di vita del Circolo, non può oscurare il tanto di positivo che si è avuto successivamente, che si sono tradotti, in particolare negli ultimi esercizi, in avanzi di gestione assai consistenti. E sono stati questi, decisivi, a spingerci per il grande passo della nuova sede.
Come non ricordare l’attività svolta dal gruppo ballo! E’ questo il settore che al momento attuale ci può fornire i mezzi finanziari per fronteggiare le pesanti rate d’ammortamento che ci aspettano. E significativo resta l’apporto della tombola.
La nuova sede è prima di tutto il riconoscimento al loro impegno, ma è allo stesso tempo un ulteriore passo avanti perché il Circolo Pisanova riesca ad essere rappresentativo di tutte le componenti sociali presenti nel quartiere, anche se rimangono largamente insufficienti gli spazi per i giovani. Il prossimo obiettivo, se l’Amministrazione Comunale vorrà darci la disponibilità di parte del lotto di terreno adiacente, sarà quello di costruire un’idonea pista polivalente.
Un altro obiettivo che ci poniamo è di avere una più ricca iniziativa culturale, che dai tempi in cui riuscivamo a pubblicare il periodico “Città Nova”, è stata piuttosto carente.
Di recente, in occasione del rinnovo del Consiglio Direttivo, abbiamo cercato di provvedere con l’inserimento di soci adatti allo scopo.
In particolare, va approfondita e divulgata meglio la nostra scelta di fondo per la non violenza e per la pace testimoniata dalla parola d’ordine che ci ha seguito fin dal primo giorno e che oggi campeggia sul fronte del fabbricato. Sappiamo che la scritta “Costruiamo insieme la pace” con riprodotto il quadro di Guttuso sarebbe stata particolarmente apprezzata da Tom Benettollo, l’ancor giovane presidente dell’Arci nazionale recentemente scomparso.
Con la sua presidenza, l’Arci ha vissuto un periodo di grande sviluppo e rinnovamento, sociale e politico. Da una parte l’associazione è riuscita a mantenere salde le proprie radici nel movimento delle Case del Popolo, che le diede vita nel 1957 e, al contempo, ha saputo rinnovarsi profondamente, divenendo luogo permanente di sperimentazioni, incontri, partecipazione.
Le pratiche di solidarietà internazionale si sono accompagnate alla scelta radicalmente pacifista, che ha visto l’Arci schierata contro la guerra in Kossovo, e poi contro la guerra “preventiva”, in Afghanistan e in Iraq. Centrale tra le attività internazionali resta la solidarietà attiva con quanti, in Israele e Palestina, si battono per una soluzione equa del conflitto.
L’Arci ha contribuito in maniera determinante allo sviluppo del grande movimento per la pace di questi ultimi anni; si è battuto, sin dall’inizio, contro il liberismo; è stato a Genova nei giorni del G8 del 2001, a Firenze e a Parigi per il Forum Sociale Europeo, a Porto Alegre e a Mumbay per il Forum sociale mondiale.
L’Arci ha fatto della difesa dei diritti una delle sue bandiere, di tutti i diritti, da quelli del mondo del lavoro a quelli di tutte le minoranze. E’ a fianco degli immigrati, per la cittadinanza di residenza e il diritto d’asilo.
Di tutto questo, negli ultimi venti anni, Benettollo è stato nell’Arci il protagonista principale.
Dunque un grazie di cuore a questo bravo compagno.
Anche di qui, dallo schierarsi sulle grandi questioni, facendo una scelta per la non violenza e la pace, ha tratto vigore l’azione del Circolo “per corrispondere ai bisogni e ai sogni di questa parte della città”, si è detto nell’invito. Una tappa trova compimento oggi con l’inaugurazione della nuova sede.
Un ringraziamento alle autorità presenti, che hanno voluto condividere un momento per noi significativo e per cui sono state spese tante energie.

VOLANTINO DISTRIBUITO NELL’OCCASIONE:

DALLA ZUPPA DI VIA BARGAGNA A QUELLA DI VIA FRASCANI

Il bisogno del Circolo “Pisanova” nasce fra la gente di Via Norvegia. Proprio in una via spesso chiacchierata, lì più che altrove, all’inizio degli anni 80, si manifestarono disponibilità ed impegno a costruire una superiore e positiva identità. Allora, un gruppo di iscritti al Partito Comunista si organizzò in cellula provvedendo a distribuire L’Unità e a pubblicare, con periodicità settimanale, un giornale murale (c’è ancora la tavola all’imbocco venendo da Via Cisanello). Lo stesso gruppo si pose alla testa degli assegnatari (significativo in questa fase il contributo del Geom.Franco Lazzeri) per vedere riparate dallo IACP (Istituto Autonomo Case Popolari) le molte “crepe” nei fabbricati. E’ in quel crogiuolo di riunioni tra gli assegnatari, intorno alla cabina del telefono pubblico o negli androni dei palazzi, che nasce l’esigenza di darsi un punto di riferimento stabile.

Così, con l’assegnazione provvisoria di una superficie comunale, dove ora è la sede della Pubblica Assistenza, il lavoro volontario di tanti e l’acquisto di un box prefabbricato, si ha l’avvio, nel 1982, dell’attività del Circolo “Pisanova”. Ricordo alcuni dei costruttori di allora: Conti Torquato e Clara, Ghiara Idilio e Fedora, Lo Sasso Giovanni e Franca, Simonetti Guido ed Eugenia, Gianetri Luigi e Milena, Tredici Natale e Alfea, Marinai Natale ed Enza, Scacciati Agostino, Parentini Rolando e Mildred, Achilli Enrico, Arrighini Roberto, Puccioni Mauro e Rosa, Macchioni Ivo, ma sicuramente faccio torto a qualcuno non citandolo e me ne scuso.

La sera dell’inaugurazione, molte delle donne del Circolo avevano preparato la zuppa (tutte notevoli e memorabile quella della Mildred), cominciò a piovere e riparammo nel “palco” dell’orchestra e sotto le provvidenziali “tettoie” di Renato. Una vera festa di popolo!

Scegliemmo da subito la parola d’ordine che ci seguirà fino in fondo: “costruiamo insieme la pace”. Era la nostra bandiera, oggi più che mai attuale.

Un bel passo in avanti fu compiuto con la costruzione di una bella struttura prefabbricata, ideata dall’architetto Cecilia Oliva. Poi, purtroppo, nel 1984 lo sconquasso che derivò dal mancato rinnovo del permesso da parte dell’Amministrazione Comunale, l’intimazione a demolire la struttura, la resistenza della gente che si era fatta carico di un servizio sociale in una parte della città priva di qualsiasi punto di aggregazione, l’intervento della forza pubblica, la denuncia e la condanna del Presidente Scacciati.

Nella disgrazia, avemmo la fortuna di incontrare sulla nostra strada l’On. Anselmo Pucci, prima dirigente di organizzazioni contadine, poi onorevole, assessore regionale e, a quel momento, assessore ai beni patrimoniali della città (Sindaco Vinicio Bernardini) . Fu lui che ci fece ottenere, dietro il pagamento di dodici milioni, il lotto di terreno che oggi occupiamo in Via Vittorio Frascani.

Si avvicinarono al Circolo altri volenterosi: Giuntini Nello, Tommasi Vivetta, De Neri Alessandro, Frosini Mirta, Bufalini Marcello, Meoli Graziano. Nella fase della ricostruzione emerse il contributo di un bravissimo socio muratore, Orsucci Angiolino, mentre per l’attività, con la costruzione del salone, fu importante l’apporto di Gemmi Isa, organizzatrice del gruppo ballo.

Non mi soffermo sulle numerose iniziative ricreative e, più in generale, sociali che il Circolo riesce ad esprimere in questi anni.

Negli anni novanta, avviato il procedimento per definire lo strumento urbanistico dell’area compresa fra Via Italo Bargagna e Via Paradisa, cominciammo a parlare della nuova sede. Entrano nel Consiglio Direttivo nuovi elementi: Orsi Graziano, Sbrana Piero, Volpi Dante, Lotti Romanello, Manfredini Paola e Branchitta Luigi. Ma solo ora, messo da parte qualche soldo, ci stiamo avventurando in un’impresa che ci appare gigantesca: costruire una nuova casa del popolo con una superficie utile di circa 800 metri quadrati che richiederà un investimento di circa due miliardi di vecchie lire!

Fronteggeremo codesta spesa con le nostre, attuali disponibilità (entro l’anno in corso oltre 400 milioni), con i contributi che ci saranno assegnati in base alla legge regionale n.41, con un mutuo di oltre un miliardo e trecentocinquanta milioni e con una sottoscrizione tra i soci e gli abitanti del quartiere, per cui invitiamo tutti, fin da ora, ad essere generosi. Se solo manterremo i livelli attuali delle entrate, il Circolo sarà in grado di pagare regolarmente le rate semestrali del mutuo, che avrà una durata quindicennale.

Il Consiglio Direttivo, eletto nel marzo del 2001, che ha avuto tanto ardire è così composto: Bernardini Graziano (presidente), Conti Ermanno (vicepresidente), Branchitta Luigi (segretario), Lotti Romanello (provveditore), Gemmi Isa (responsabile gruppo ballo), Volpi Dante (responsabile gruppo tombola), Bizzarri Alba, Frosini Mirta, Gori Mildred, Marino Itala, Orsi Graziano, Sbrana Piero, Tommasi Vivetta e Vanni Luciana.